Perché esiste Isola delle Scoperte
Molti giochi per bambini sono costruiti per catturare l'attenzione a ogni costo: suoni improvvisi, ricompense continue, timer, livelli da non perdere. Noi abbiamo provato a fare il contrario.
L'idea
Per un bambino autistico, con ADHD o con una sensibilità sensoriale particolare, un gioco pieno di stimoli può diventare faticoso in pochi minuti. Ma lo stesso vale, in misura diversa, per qualunque bambino stanco, agitato o semplicemente a fine giornata.
Isola delle Scoperte è una raccolta di giochi brevi e tranquilli: si respira, si osserva, si ricorda, si presta attenzione a una cosa alla volta. Nessuno perde, nessuno è in ritardo, e si può uscire in ogni momento.
Come progettiamo ogni gioco
Ogni gioco, gratuito o Premium, deve rispettare gli stessi principi prima di entrare nell'isola.
- Prevedibile
- Le regole sono poche e non cambiano a sorpresa. Il pulsante per uscire è sempre nello stesso posto, in ogni gioco.
- Senza sconfitte
- Niente "hai perso", niente suoni di errore. Se una mossa non funziona, il gioco aspetta e lascia il tempo di guardare.
- Sensi protetti
- Colori morbidi, niente lampeggi, audio spento all'avvio. I suoni, quando ci sono, sono bassi e lenti.
- Il bambino decide
- Si sceglie quante carte, se accendere il suono, quando fermarsi. Nessun conto alla rovescia decide al posto suo.
- Brevi
- Da 3 a 6 minuti. Abbastanza per calmarsi o concentrarsi, abbastanza poco per non diventare un'abitudine da schermo.
- Per tutti
- Si usano con tastiera, touch e lettore di schermo. Il pannello Comfort adatta carattere, testo, contrasto e movimento.
Perché "Isola delle Scoperte"
Un'isola è un posto piccolo, sicuro e con dei confini chiari: si può esplorare con i propri tempi, sapendo sempre dove si trova la riva. Le scoperte sono quelle che si fanno giocando: su di sé, sul proprio corpo e sulle proprie emozioni, sul modo in cui si pensa e su come si sta con gli altri. Per questo il sottotitolo è giochi per sentire, pensare e stare insieme. Il respiro resta il punto di partenza: è il primo gesto che si impara qui e quello a cui si torna quando serve.
Le quattro aree dell'isola
I giochi sono organizzati in quattro aree. Ai bambini le presentiamo con quattro parole semplici, Calma, Memoria, Attenzione, Insieme; agli adulti con il loro nome completo.
Regolazione emotiva e corpo
Riconoscere un'emozione e sentire dove abita nel corpo, poi trovare un modo per rallentare. Qui ci sono La Mappa dell'Esploratore, Il Semaforo del Vulcano e la Scatola degli Strumenti, un piccolo kit di pronto soccorso per i momenti di sovraccarico, sempre gratuito.
Autonomie quotidiane
Le stesse abilità allenate nei giochi, portate dentro compiti di tutti i giorni: preparare lo zaino, mettere in ordine la stanza. È il modo per aiutare ciò che si impara sullo schermo a diventare utile nella vita reale.
Palestra relazionale
Scene di scuola, di casa e con gli amici per esercitarsi a mettersi nei panni dell'altro, a dire di cosa si ha bisogno e a immaginare le conseguenze prima di agire. Il primo gioco è Il Costruttore di Ponti: "Quando tu… io provo… ho bisogno di…".
Potenziamento cognitivo
Fermarsi prima di agire, cambiare regola quando serve, gestire un imprevisto senza perdere la calma. Sempre con la stessa estetica tranquilla e senza punteggi.
Simboli che aiutano a capire
Ogni istruzione importante è accompagnata da un simbolo, secondo i principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Le parole restano, ma non sono l'unico modo per capire cosa fare: questo riduce la fatica di chi legge poco, non legge ancora o ha bisogno di un appoggio visivo.
Una difficoltà che si adatta
Nei giochi che lo prevedono, la difficoltà segue il bambino su due binari diversi.
- In famiglia la progressione è automatica. Dopo alcuni successi di fila la sfida cresce un poco, senza annunciarlo; se arrivano errori ripetuti, torna subito più semplice per evitare la frustrazione.
- Con un professionista la regolazione è manuale. Da una dashboard riservata si scelgono il tempo di esposizione degli stimoli, la quantità di distrattori e la frequenza degli imprevisti, in base al lavoro che si sta facendo.
In entrambi i casi il bambino non vede livelli, percentuali o numeri. Vede solo il suo giardino che, gioco dopo gioco, si riempie di fiori, alberi e piccoli animali.
Ogni bambino, con i suoi tempi
Non abbiamo diviso i giochi per diagnosi. Ogni bambino ha un modo tutto suo di percepire, di sentire e di prestare attenzione: c'è chi ha bisogno di più calma, chi di più prevedibilità, chi di fermarsi spesso e chi di ripetere la stessa cosa molte volte.
I giochi sono costruiti per accogliere queste differenze. Così bambini autistici, con ADHD, con una sensibilità sensoriale particolare e tutti gli altri possono giocare insieme, sullo stesso schermo, senza che nessuno si senta trattato in modo diverso.
Un po' di mindfulness, a misura di bambino
Alcuni giochi propongono piccoli esercizi di consapevolezza: seguire il respiro, notare un colore, ascoltare un suono finché svanisce. Sono pratiche semplici, guidate da immagini più che da parole, che aiutano a tornare al momento presente.
Cosa non è Isola delle Scoperte. Non è una terapia, non è uno strumento di diagnosi o di valutazione e non sostituisce il lavoro di psicologi, neuropsichiatri, terapisti ed educatori. Può essere un piccolo aiuto quotidiano, accanto ai percorsi che ogni bambino già segue.
Chi c'è dietro
Isola delle Scoperte è portata avanti da Stefano Paterno e Cinzia Rondoni, psicologi. Scopri chi siamo.